APPALTO IGIENE AMBIENTALE NEL COMUNE DI ANZIO AFFIDATO AD AMBI.EN.TE. SPA – I RISCHI PER L’AZIENDA DI TUTTI I CIAMPINESI – LE PROPOSTE DI DIRITTI IN COMUNE

APPALTO IGIENE AMBIENTALE NEL COMUNE DI ANZIO AFFIDATO AD AMBI.EN.TE. SPA – I RISCHI PER L’AZIENDA DI TUTTI I CIAMPINESI – LE PROPOSTE DI DIRITTI IN COMUNE

(DOCUMENTO INTEGRALE RIPRESO DA “DIRITTI IN COMUNE”)

LE PROPOSTE DI DIRITTI IN COMUNE

Il 18 Febbraio scorso abbiamo appreso dalla stampa e dalle televisioni allarmanti notizie su possibili infiltrazioni di ‘ndrangheta nei comuni di Anzio e Nettuno.

 Il Prefetto di Roma, tramite la commissione immediatamente nominata in tre mesi passerà al setaccio tutte le attività negoziali inerenti gli affidamenti degli appalti di lavori, servizi e forniture. Purtroppo, tra le materie osservate, non manca il tema dei rifiuti che da sempre è fonte di grande interesse per le organizzazioni del malaffare e sotto la lente di chi sta lavorando all’inchiesta sembra essere finito anche l’appalto che il Comune di Anzio ha affidato, con il metodo dell’“in house providing” all’azienda partecipata del Comune di Ciampino. Dal 3 novembre 2021 AMBI.EN.TE spa gestisce quindi, con affidamento diretto, il servizio di Igiene Ambientale ad Anzio grazie ad una maxi commessa di oltre € 71.000.000. Un affidamento frutto, a monte, di una procedura che a ns. giudizio non appare cristallina e che merita i dovuti approfondimenti. Il Consiglio comunale di Anzio, con delibera n. 23 del 30 aprile 2021 ha manifestato la volontà di diventare socio di AET spa mediante l’acquisizione di azioni per complessivi € 30.000 pari all’1% del capitale sociale; purtroppo subito l’Amministrazione Ballico si mette a disposizione aderendo di buon grado alla richiesta del Sindaco di Anzio e deliberando la cessione delle quote con atto del nostro Consiglio consiliare n. 47 del 15.6.2021. E’ bene rammentare come in quell’occasione tutti i consiglieri di maggioranza si chiusero in un improvviso ed eloquente mutismo mentre tutti i consiglieri di minoranza si opposero duramente e che la delibera fu votata con un solo voto di scarto. Alcuni dubbi sulla correttezza della procedura di acquisto delle quote da parte di Anzio ci derivano dal fatto che il nostro Comune, con determinazione III Settore n. 169 del 22.07.21, disponeva una singolare proroga “ad personam” dei termini in scadenza per depositare le offerte pur trattandosi di una procedura competitiva con il metodo dell’asta pubblica. Dubbi che crescono a dismisura dalla lettura del testo della deliberazione del Comune di Anzio n. 53 del 30.7.2021 dall’oggetto fuorviante: “Acquisto di quote da AMBI.En.Te spa ed affidamento in house providing del servizio di raccolta dei rifiuti urbani”. Il Consiglio comunale di Anzio con quell’atto deliberava l’approvazione di tutti gli atti necessari (relazione art. 34, progetto tecnico di AET spa, offerta economica, durata settennale dell’appalto ecc…) tranne uno, il più importante ovvero “l’affidamento del servizio” pur essendo questo adempimento

espressamente incluso nell’oggetto della deliberazione. Infatti al punto 5 il Consiglio
comunale di Anzio deliberava di: “Di demandare al Responsabile dell’U.O. Ambiente la
successiva procedura di affidamento del servizio pubblico di igiene urbana nel territorio
comunale in favore della società Ambi.En.Te spa …”. E non poteva che essere così per due
motivi:

  • Il Comune di Anzio alla data 30.7.2021, non rivestiva ancora la qualità di socio di AET
    spa in quanto solo 12.8.2021 il nostro Comune, con determinazione III Settore n.188/1313
    approvava il verbale di gara disponendo l’aggiudicazione (peraltro provvisoria perché
    subordinata all’esito dell’eventuale esercizio del diritto di prelazione previsto dall’art. 8 dello
    statuto della società) delle quote societarie in favore del Comune di Anzio.
  • Il Comune di Anzio, alla data del 30.7.2021 non era iscritto, come prescrive l’art. 192
    comma 1 del D.Lgs n. 50/2016 – Codice degli Appalti, nell’elenco delle amministrazioni
    aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti
    delle proprie società. Né aveva perlomeno inoltrato la prevista istanza d’iscrizione all’ANAC,
    sotto la sua responsabilità, per l’iscrizione in questo elenco. Istanza inviata dal Comune di
    Anzio solo in seguito con la nota prot. 71360 del 1.10.2021.
    L’affidamento dell’appalto in favore di AET spa solo in data 21.10.2021, con determinazione
    n. 11, veniva effettivamente disposto dal Dirigente del Comune di Anzio. Ne deriva, sempre
    a ns. giudizio, una duplice violazione del TUEL – Decreto Legislativo n. 267/2000 che all’art.
    42 attribuisce esclusivamente al Consiglio comunale la competenza in materia di
    affidamento dei servizi pubblici locali e che, di riflesso, all’art. 107 esclude la materia tra le
    competenze e le prerogative della Dirigenza degli EE.LL. Tutti questi elementi non possono
    e non devono essere derubricati o sminuiti a meri “vizi di forma” perché mai come in casi
    come questo vale il detto “la forma è sostanza”. Ulteriori nettissime perplessità sull’intero
    procedimento di affidamento poi ci pervengono:
  • Dal fatto che nella relazione art. 34 D.L.179/2012 il Comune di Anzio non dà conto
    adeguatamente della scelta di sottrarre un appalto così economicamente rilevante al bando
    di gara né giustifica con, le dovute comparazioni economiche e quantitative/qualitative del
    nuovo servizio, l’incremento di circa il 25/30% rispetto all’appalto del precedente gestore
    Camassa Ambiente. Va fatto poi rilevare che tutto il procedimento dell’affidamento si è svolto
    praticamente in coincidenza con il procedimento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione
    preordinato all’adozione delle Linee guida recanti le “ Indicazioni in materia di affidamenti in
    house di contratti aventi ad oggetto lavori, servizi o forniture disponibili sul mercato in regime
    di concorrenza ai sensi dell’art. 192, comma 2, del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50 e
    s.m.i.”. Linee guida precedute dalla consultazione di organi fondamentali quali l’Autorità di
    Regolazione dei Trasporti, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ed il Consiglio
    di Stato i cui pareri convergono nel ribadire l’eccezionalità dell’utilizzo del metodo “in house”
    ed accentuando gli obblighi di pubblicità preventiva/consultazione, di accertamento della
    presenza sul mercato dei servizi da affidare, della valutazione sulla congruità economica
    dell’offerta delle società in house, e di valutazione dei benefici per la collettività della forma
    di gestione prescelta. Pareri convergenti che rafforzano gli obblighi di motivazione

preventiva per la Stazione Appaltante ma dei quali non sembra possibile rinvenire traccia
nella relazione ex art. 34 del D.L. n. 179/2012 del Comune di Anzio.

  • Dal fatto che il possesso della sua quota societaria infinitesimale dell’1%, a prescindere
    dalle regole scritte nei regolamenti del controllo analogo, ben difficilmente consentirà al
    Comune affidante di Anzio di incidere realmente sulle dinamiche societarie di AET spa. Non
    ci soffermiamo sui diversi pronunciamenti ANAC in materia che già ci confortano in tal senso
    ma sintetizziamo la nostra posizione di effettiva ininfluenza dei Comuni soci di minoranza (in
    questo caso Anzio all’1%) riportando testualmente un paragrafo del provvedimento
    sanzionatorio ex art. 18 del D.Lgs. n. 39/2013 adottato dal Responsabile della Prevenzione
    della Corruzione e della Trasparenza di AET spa stessa il 29 novembre scorso nei confronti
    dell’ex Sindaca Daniela Ballico all’indomani della dichiarazione di inconferibilità e
    conseguente annullamento della sua nomina del Dott. Accolla quale Amministratore Unico di
    AET spa. Decisione questa già decretata dall’Autorità Nazionale Anticorruzione con la
    deliberazione n. 507/2021: “Del resto, sul piano del nesso causale tra l’evento e le condotte
    si deve osservare come le Determinazioni dei Comuni di minoranza siano sostanzialmente
    ininfluenti. La schiacciante maggioranza detenuta dal Comune di Ciampino con una
    partecipazione del 99% del capitale sociale della società in house impediva ai Comuni di
    minoranza (che detengono complessivamente solo l’1% del capitale della omissis) di influire
    nelle decisioni già assunte dal Socio di Maggioranza”.

A fronte di un canone annuo complessivo di € 10.170.002 che non è nemmeno pari al
doppio di quello di € 5.997.301 vigente per il servizio di Ciampino la società AET spa dovrà:

  • Servire una popolazione ufficiale di 57.838 (fonte istat 1.1.2021) ma che
    realisticamente si attesta intorno ai 95.000/100.000 se solo consideriamo i non residenti, gli
    evasori della Tari, ed i picchi di presenze di tutti i week end, tutte le festività ed in particolare
    del periodo estivo quando la popolazione effettiva arriva addirittura a triplicarsi
  • Gestire il servizio in un territorio molto più ampio (46,4 Km. quadrati contro gli 11 KM in
    cui è compresso il Comune di Ciampino) ed una densità ben diversa e sfavorevole di 1.267
    per Km. quadrato contro i 2.975 per Km. quadrato di Ciampino
  • Avere a disposizione una somma di circa € 107 annui ad utente per garantire al
    Comune di Anzio maggiori e ben più onerosi servizi contro i circa € 155 a disposizione per i
    servizi standard offerti ai ciampinesi
    Vanno poi aggiunti tutta una serie di impegni contrattuali che i vertici di AET spa hanno
    assunto e che per i loro costi e per la loro complessità rischiano molto concretamente di far

fallire l’obbiettivo, già di per sé minimo, di far conseguire all’azienda un “utile d’esercizio”
annuo pari al 5 % indicato dai vertici aziendali nell’offerta e precisamente:

  • Una raccolta della frazione umida per le c.d. “utenze prioritarie” (ristoranti, mense,
    tavole calde ecc.) 7 giorni su 7 con ben 3 passaggi giornalieri. Basti considerare che su
    Anzio operano oltre 450 ristoranti contro i 25/30 esercizi ciampinesi
  • Una pulizia delle spiagge (parliamo di circa 17 km) con una frequenza giornaliera dal
    15 maggio al 15 settembre e piu’ diluita, ma comunque molto onerosa, nei restanti periodi
    dell’anno. Va poi aggiunto l’onere per AET spa di effettuare 2 interventi straordinari sulle
    spiagge dopo le mareggiate e ben 6 interventi di sbancamento invernale e successivo
    livellamento della sabbia. AET spa ha inoltre assunto anche l’onere di effettuare la raccolta
    differenziata e lo svuotamento dei cestini sulle spiagge e non riusciamo neanche ad
    immaginare quanto tutto questo arriverà a costare per le casse aziendali
  • La raccolta a domicilio del verde prodotto dai cittadini per la cura di orti giardini e parchi
    privati con cadenza bisettimanale. Basta considerare che la Città di Anzio, per la sua
    estensione, è stata divisa in 12 macro aree, ed a quanto “verde privato” c’è in Anzio,
    soprattutto nei quartieri di Lavinio, Lido dei Pini, Falasche e Villa Claudia, per capire quanti
    e quali oneri AET spa dovrà sostenere per assolvere i suoi obblighi di contratto. Servizio
    questo che invece non viene affatto garantito ai ciampinesi che evidentemente sono
    considerati di serie B rispetto a quelli di Anzio.

Con questo documento non possiamo esimerci dall’esprimere la massima preoccupazione
per la commessa di oltre € 71.000.000 che Ambi.En.Te. spa ha acquisito dal Comune di
Anzio. Ad una società che, purtroppo, già di per sé non godeva di ottima salute (perdita
d’esercizio anno 2020 di oltre € 900.000) l’Amministrazione Ballico, grazie anche all’operato
del Consiglio di Amministrazione da lei stessa nominato, non doveva, nel modo più assoluto,
consentire di assumere ulteriori commesse così complesse ed onerose. Si è invece trattato
di una operazione verosimilmente effettuata più che per ambiziosi obbiettivi di crescita
aziendale per soddisfare interessi politici convergenti tra i due Sindaci espressi dalla destra
dei due Comuni ed in particolare da quello di Anzio che l’estate scorsa doveva uscire al più
presto da quel vicolo cieco in cui si era cacciato; questo a causa delle diverse proroghe
dell’appalto in favore della Camassa Ambiente disposte dalla sua Amministrazione senza
aver prima, come impone l’art. 106 al comma 11 del Codice degli Appalti – D.Lgs n.
50/2016, legge, predisposto gli atti di una nuova gara. Tutto ciò in violazione del principio
che indica la “proroga tecnica” come uno strumento eccezionale fondato su “oggettivi ed
insuperabili ritardi nella conclusione della nuova gara purchè non imputabili alla Stazione
Appaltante”. Altra fonte di forte preoccupazione la dobbiamo esprimere per il fatto che con il
suo operato la ex Sindaca Ballico ha esposto l’azienda di tutti i ciampinesi al rischio, già
palese ben prima che il 18 febbraio deflagrasse l’inchiesta della Direzione Investigativa
Antimafia, di operare in un territorio molto difficile, dove i condizionamenti della criminalità
organizzata e le infiltrazioni nelle pubbliche amministrazioni appaiono essere molto concreti.
E’ anche per questo che oggi pubblicamente richiediamo ai vertici aziendali di operare con

la massima attenzione e la massima prudenza negli eventuali, se contrattualmente previsti,
sub affidamenti dei servizi accessori quali pulizia degli arenili, il diserbo dei marciapiedi, la
disostruzione delle caditoie ecc.
Diritti in Comune, a prescindere dall’esito delle imminenti consultazioni elettorali comunali, si
impegna a tenere alta l’attenzione sulle tematiche affrontate; effettueremo un continuo
monitoraggio sia sull’appalto del Comune di Anzio sia sullo stato di salute della Ambi.En.Te
spa. In ogni caso chiederemo con forza la massima discontinuità nella gestione di AET spa
perché non è più il momento di “pericolose avventure imprenditoriali” come quella in cui, con
Anzio, l’ha cacciata la Ballico ma è invece l’ora di razionalizzare, efficientare e migliorare le
sue prestazioni e soprattutto quello di mettere in sicurezza i suoi conti e di garantire la sua
continuità aziendale ed occupazionale.

  • Richiederemo fin da subito e con forza, tramite la modifica dello Statuto di Aet, una
  • differente composizione societaria con l’innalzamento delle partecipazioni azionarie dei
  • Comuni serviti direttamente proporzionale alle loro dimensioni demografiche ed al valore
  • economico dei relativi contratti di servizio. Questo con l’obiettivo ormai indifferibile di
  • raggiungere una equa e proporzionale ripartizione dei “rischi aziendali” che oggi gravano
  • nella misura del tutto inaccettabile del 98% sulle spalle dei cittadini ciampinesi

Auspichiamo che la Regione Lazio dia attuazione operativa al più presto agli Ambiti
Ottimali Territoriali per la gestione integrata del servizio di Igiene Urbana con la risoluzione
anticipata di tutti i contratti di servizio che ci impegnano con 15 Comuni serviti ed
applicazione della c.d. “clausola sociale” per tutti i lavoratori augurandoci che finalmente
AET spa, insieme all’altra partecipata comunale A.S.P. spa, torni a gestire con la massima
efficienza unita ad un forte innalzamento qualitativo tutti i servizi pubblici locali che la
collettività ciampinese merita.

  • Ci adopereremo da subito per il rilancio degli strumenti di controllo delle aziende
    partecipate comunali cancellati prima dalla Giunta Terzulli e poi confermati dalla Giunta
    Ballico. Il consiglio comunale deve tornare ad esercitare con forza gli strumenti di indirizzo e
    controllo delle proprie aziende, senza alcuna delega in bianco al Sindaco di turno.

l

Redazione Murales

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