Riflessioni di Giancarlo Scagnetti sulla libertà di pensiero

Riflessioni di Giancarlo Scagnetti sulla libertà di pensiero
CONIUGI SCAGNETTI – NIAGARA FALLS

Ho seguito la polemica su facebook sugli interventi del sindaco Daniela Ballico nelle chiese, a fianco dei sacerdoti.

Ho letto concetti del tipo “essendo il nostro uno stato laico un sindaco non si può permettere di avvalersi della religione per parlare ai suoi amministrati, per esprimere le proprie idee”. Concetti come questo mi danno da pensare.

Leggere che testimoniare la propria fede e religione, non importa quale e in che modo purché nell’ambito delle leggi, da parte di un cittadino italiano qualunque sia il suo ruolo e la sua carica laica, sia da condannare politicamente mi dà ancor più da pensare.

Io continuo a giudicare le persone per quello che fanno non per le loro opinioni politiche o religiose.

Che io sappia lo Stato laico separa potere politico e potere religioso, sostiene l’indipendenza del pensiero e sostiene l’autonomia delle scelte personali da ogni vincolo politico, sociale, religioso, ma non proibisce la pratica e la testimonianza di una qualsiasi religione purché sempre nell’ambito delle leggi.

Il rinnegato religioso o politico di uno Stato laico può continuare a vivere tranquillamente la propria vita sia nello stesso stato che in qualunque altro.

Il rinnegato religioso e quindi politico in uno Stato confessionale semplicemente non può più vivere nel proprio paese e anche se emigra in un altro Stato deve sempre temere per la propria incolumità.

Quindi se vogliamo veramente essere e definirci laici, lasciamo che ognuno testimoni la propria fede come ritiene più opportuno naturalmente rispettando le leggi dello Stato che lo ospita.

Sarebbe opportuno che tutti, prima di esprimere certi giudizi riflettessimo bene su ciò che affermiamo con tanta sicurezza, magari offendendo quei principi che diciamo di voler difendere.

Giancarlo Scagnetti

Redazione Murales

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